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giovedì 21 maggio 2020

STEP#18 LA FILOSOFIA CONTEMPORANEA

Partendo dalla definizione data nei primi articoli di questo blog di "elettronica" come branca della fisica (in particolare della elettrologia) andiamo a scoprire la visione di uno degli esponenti della filosofia della scienza dell'epoca contemporanea.

Parleremo di Rudolf Carnap, filosofo e logico tedesco, esponente del neopositivismo.
In particolare Carnap volle dimostrare che il mondo era basato su delle conoscenze empiriche, facendo però attenzione a non sfociare nel soggettivismo. Divise le scienze in due gruppi, di cui la fisica e le sue branche (di cui quindi avrebbe fatto parte anche l'elettronica), fanno parte delle scienze empiriche, ovvero quelle le cui proposizioni sono verificate empiricamente e alle quali viene applicato il metodo sintetico a priori (che era perciò perfettamente attendibile).
Nell'informarmi sull'esperienza di Carnap mi colpì in particolare il suo trattato:" Il linguaggio della fisica come linguaggio universale della scienza".
All'interno dell'opera analizza e sostiene che il riferimento fondamentale per la conoscenza sia formato da oggetti fisici verificabili da più persone.

Il filosofo si soffermò in particolare nel solipsismo metodico, sostenendo che ogni affermazione avesse una base data da un protocollo individuale che deve poi necessariamente sfociare in un linguaggio fisico che permetta l' interdisciplinarietà, coinvolgendo quindi i fenomeni psichici e spirituali.

giovedì 30 aprile 2020

STEP#12 TRA LOCKE E ROUSSEAU

Ci dedichiamo oggi alla ricerca di quali filosofi (dal Medioevo al mondo moderno) abbiano trattato il tema dell'elettronica nel loro pensiero e nelle loro opere.
Ovviamente non troveremo un riferimento diretto alla parola in esame, ma possiamo riflettere sui concetti ad essa legati e che sono emersi nei post precedenti.

Partirei quindi con John Locke, filosofo e medico inglese, considerato padre dell'empirismo moderno ed esponente dell'illuminismo. In particolare pongo in esame il suo "Saggio sull'intelletto umano", con il quale sostiene che la conoscenza umana, la sua intelligenza e il giudizio critico derivino dall'esperienza e che l'uomo non possegga delle idee sin dalla sua nascita (opposizione all'innatismo).



Nonostante Locke considerasse scienze solo la fisica e la matematica la sua visione empirista è sicuramente alla base di tutto ciò che oggi giorno possiamo chiamare scienza e quindi anche dell'elettronica.


In opposizione, al fine di poter fare emergere un altro concetto che più volte ho trattato nel blog, porrei alla vostra attenzione il filosofo francese Jean-Jacques Rousseau.
In particolare nel suo libello "Discorso sulle scienze e sulle arti", il filosofo espone la sua idea secondo la quale la scienza non avrebbe portato nessun giovamento all'uomo ma anzi lo avrebbe allontanato da quello stato di natura in cui l'uomo si trovava e nel quale viveva in piena felicità.


L'opera in questione ritengo possa ben essere collegata alla riflessione affrontata nello STEP10: bisogna riconoscere al progresso dell'elettronica una notevole importanza, ma quanto può essere considerato positivo e quanto negativo? E, se lo sviluppo sarà incessante, fino a quando non si avranno ripercussioni spiacevoli o inaspettate?

[per maggiori informazioni sui due filosofi:Rousseau WikipediaLocke Wikipedia,Saggio sull'intelletto umano]

domenica 12 aprile 2020

STEP#08 IL DIALOGO "SOFISTA" DI PLATONE

Da il "Sofista" di Platone:

<<OSPITE: Ma qualcuno non venga a dire che noi siccome rendiamo chiaro che il non essere è il contrario dell'essere, abbiamo il coraggio di sostenere che è. Noi, infatti, da tempo diciamo di un contrario dell'essere di lasciarlo perdere, se c'è o no, se è logico o se è del tutto illogico. Quello che noi abbiamo detto ora, cioè che il non essere è, o qualcuno ci convince che non è detto bene, dandone la dimostrazione, o, finché non è possibile, deve dire anche lui quel che diciamo noi, che i generi si mescolano gli uni con gli altri e che l'essere e il diverso attraversando ogni cosa e attraversandosi all'interno l'uno con l'altro, il diverso venendo ad avere parte dell'essere è proprio a causa di questa partecipazione, ma non è quello di cui partecipa, ma diverso, e poiché è diverso dall'essere è molto chiaro che necessariamente «è» il non essere. L'essere poi in quanto a sua volta ha parte del diverso sarebbe diverso dagli altri generi, ed essendo diverso da tutti quelli non è nessuno di essi né di tutti gli altri eccetto se stesso, tanto che a sua volta l'essere indiscutibilmente mille volte su mille non è, e così anche gli altri, sia uno per uno che tutti insieme, in molti modi sono, in molti altri no.>>





Sofista: Wikipedia

La ricerca del mero termine non avrebbe condotto lontano, quindi ho ricercato un collegamento con lo sviluppo che lo caratterizza.
Proprio a questo scopo la scelta del passo del dialogo (certamente complesso) è dovuta al parallelismo che personalmente ho riscontrato con il concetto che voglio fare emergere di "Elettronica".
L'analisi su l''essere' e il 'non essere' che si mescolano fra di loro può essere collegata al modo in cui l'elettronica si sviluppa. Quando il progresso permette un avanzamento dell'elettronica allora questa viene ad essere contemporaneamente "ciò che è" e "ciò che non è" e le due cose si uniscono.